Category Archives: Editoria

Alle radici neurali della violenza

L’emozione ha sede nel cervello, ovvero in una piccola ghiandola a forma di mandorla nella quale è nascosto il segreto delle nostre risposte emotive agli eventi della vita, risposte che vengono attivate ancora prima che i centri corticali (analisi dei segnali provenienti dall’occhio e dall’orecchio, decodifica del significato e impostazione di una risposta adeguata allo stimolo) abbiano pienamente compreso ciò che sta accadendo.

Da spettatore a emulatore

L’emulazione (bisogno di uguagliare e di superare qualcuno, idealizzato sulla base di alcune caratteristiche psico-comportamentali), innata nell’essere umano, così come nel mondo animale, è alla base del nostro apprendimento. Apprendimento e memorizzazione consentono l’evoluzione e la strutturazione della personalità (modalità cognitiva, emotiva e comportamentale) con la quale l’individuo entra in relazione con se stesso (identità ed auto direzionalità) …

Mente & Cervello

Articolo “Mente & Cervello” di maggio 2017. Intervista al Dr. Bruno C. Gargiullo.

Questo è uno stralcio dell’intervista.

Si riporta la spiegazione integrale degli aggressori proattivi e reattivi, non presente nell’articolo per questioni di spazio.

“E dietro gli atteggiamenti degli stalker ci sono profili molto diversi “anche dal punto di vista dell’attività neurale” (entrambi gli aggressori, sia reattivi che proattivi, possono presentare un alto livello di attivazione delle regioni emozionali limbiche subcorticali; la differenza è il funzionamento ridotto nell’autoregolazione da parte della corteccia prefrontale ventrale, tipico del reattivo, e la normale attivazione del prefrontale nel proattivo), spiega Gargiullo.

“Viaggio” nella mente criminale

Progetto Realizzato in occasione della Settimana Mondiale del Cervello in collaborazione con Hafricah.NET, partner Dana Foundation ( 13 – 19 Marzo 2017)
“Così come c’è una base biologica per la schizofrenia, per i disturbi d’ansia e per la depressione, anche per le condotte violente sono presenti elementi neurobiologici che ne spiegano le recidive…Credo che i detenuti non sono motivati a cambiare perchè pensano di essere cattivi, malvagi. Ma se il comportamento criminale recidivo venisse reinterpretato come un disturbo, sarebbe possibile rendere i criminali stessi più propensi al trattamento” (Raine A., 2013).

Criminali si nasce o si diventa? Ci sono individui “nati per il crimine”, come titola Mary Gibson un suo lavoro del 2002? Le sole anomalie strutturali e/o funzionali del cervello possono essere dei predittori di una futura delinquenzialità? Che ruolo svolgono i fattori genetici, ormonali, neurotrasmettitoriali e psicofisiologici nel favorire un’antisocialità? E i fattori socio-ambientali ed esperienziali (famiglia, contesto socioculturale, avverse circostanze della vita) quanto incidono nel processo causativo della criminalità?