Mente & Cervello

Articolo “Mente & Cervello” di maggio 2017. Intervista al Dr. Bruno C. Gargiullo.

Questo è uno stralcio dell’intervista.

Si riporta la spiegazione integrale degli aggressori proattivi e reattivi, non presente nell’articolo per questioni di spazio.

“E dietro gli atteggiamenti degli stalker ci sono profili molto diversi “anche dal punto di vista dell’attività neurale” (entrambi gli aggressori, sia reattivi che proattivi, possono presentare un alto livello di attivazione delle regioni emozionali limbiche subcorticali; la differenza è il funzionamento ridotto nell’autoregolazione da parte della corteccia prefrontale ventrale, tipico del reattivo, e la normale attivazione del prefrontale nel proattivo), spiega Gargiullo.

“ Ci sono stalker che utilizzano la violenza proattiva per ottenere quello che vogliono; pianificano freddamente le loro azioni e sanno nascondersi dietro una maschera di apparente normalità. Altri, invece, sono aggressori reattivi, ovvero teste calde, fortemente emotivi che scattano ad ogni minima provocazione. Entrambi gli aggressori, sia reattivi che proattivi, presentano mancanza di scrupoli, di rimorsi e, soprattutto, una totale indifferenza verso le sofferenze altrui (mancanza di empatia)”. “E’ bene precisare, comunque, che gli inseguitori assillanti non costituiscono un gruppo omogeneo, poiché tra di essi potremmo trovare, ad esempio, ossessivo-compulsivi, borderline, antisociali, narcisisti maligni con marcati tratti di megalomania e smania di potere, ed erotomanici (amanti ossessivi) che sono mossi dall’idea di amare e di essere amati dall’oggetto dei loro desideri”, osserva Gargiullo.