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Gargiullo B.C.

 Damiani R.

 “Lo stalker, ovvero il persecutore

in agguato

FrancoAngeli, 2008

 

 

Gargiullo B.C.

 Damiani R.

“Il crimine sessuale 

tra disfunzioni

e perversioni”

FrancoAngeli, 2008

 

Per l'acquisto del "Crimine"

 


Molestie

Violenze

Crimini sessuali

Legislazione


     


Il National Center for Victims of Crime (NCVC) è una risorsa ed un'organizzazione legislativa nazionale (USA) per tutte le vittime di crimine.

La sua missione è quella di supportare le persone, che hanno subito una qualsiasi forma di violenza (fisica, sessuale, psicologica), affinchè possano ricostruirsi una vita.

I membri dell'NCVC sono al servizio di individui, famiglie e comunità danneggiate dall'altrui comportamento criminale.

 

 

Sezione Italiana” (Roma - via Appia Nuova, 288

 Tel. 067023801 - 360547490 - 3471819205 - 3287456676

del

National Center for Victims of Crime” (Waschington, DC).

(Stalking Resource Center)

 

Providers Supporter”: Gargiullo B.C., MD; Damiani R., MD; Gargiullo S., D

 


 

Stalking: una vittima racconta

(Clicca qui)



Lo Stalker

ovvero

il persecutore in agguato

Il fenomeno “Stalking” rappresenta una forma di aggressione messa in atto da un persecutore che irrompe in maniera ripetitiva, indesiderata e distruttiva nella vita privata di un altro individuo con gravi conseguenze fisiche e psicologiche. In breve, tale fenomeno rappresenta un insieme di comportamenti mediante i quali una persona (lo stalker) importuna un altro individuo (la vittima) con continue e indesiderate intrusioni, verbali e non verbali, tali da provocargli un permanente stato di “allarme (scarica qui la brochure in formato doc).


Counseling per le vittime di stalking

Linee guida per gli operatori 

1.      Ascolta la vittima e lascia che descriva in dettaglio i comportamenti e le emozioni che fanno parte dell’esperienza vissuta.

2.      Credi alla vittima: gli atti intrusivi di uno stalker avvengono con modalità diverse. Ti può sembrare non credibile che uno stalker possa conoscere tutte le abitudini della sua vittima, ma ciò è documentato da diversi casi (gli stalker usano diversi canali informativi).

3.       Esprimi interesse e solidarietà alla vittima di stalking.

4.      Indaga sulle possibili condotte correlate: le vittime spesso si focalizzano su particolari eventi come gli atti vandalici, trascurando altre condotte (es., comunicazioni e messaggi indesiderati).

5.      Indaga se la vittima è a conoscenza dell’identità del suo stalker:

-          L’offender è una persona conosciuta dalla vittima (o fortemente sospettata)?”  

-          Che tipo di relazione esiste tra lo stalker e la sua vittima?

-          Se il persecutore è un «soggetto ignoto» (SI), la vittima è in grado di fornire elementi utili  (sospetti) per tracciarne il «profilo»?

La raccolta di queste informazioni saranno utili per definire il programma di tutela adatto per ciascuna vittima (es., misure cautelari,  servizi di supporto).   

6.      Valuta il livello di minaccia.

Se il comportamento è grave solo per la vittima ma non per l’operatore di giustizia, vi è un’alta probabilità che il racconto della persona minacciata  venga considerata non credibile. A questo punto fai ulteriori domande per conoscere la realtà dei fatti senza alcuna preclusione. Inoltre, è fondamentale identificare il livello di accessibilità dell’offender alla vittima e alle sue informazioni personali (per esempio, un intimate stalker è in possesso di molte informazioni riguardanti la sua vittima, dati i rapporti intercorsi tra loro, ed il grado di minaccia può risultare molto pericoloso).        

7.      Suggerisci alla vittima di registrare ed archiviare qualsiasi elemento e/o documento che attesti ciascun atto intimidatorio o di probabile condotta di stalking, utilizzando il “registro sullo stalking”.

8.      Lavora con la vittima per creare un programma di tutela, che includa strategie comportamentali che le consentano di evitare qualsiasi forma di contatto con lo stalker e, qualora non fosse possibile, un piano di emergenza.

9.      Informa la vittima che è libera di decidere di denunciare il caso alle forze dell’ordine e, qualora decidesse di farlo, consigliale di avvalersi di figure professionali in grado di supportarla durante il lungo iter processuale.

10.  Tutela la vittima suggerendole di evitare qualsiasi forma di contatto con lo stalker e di non accettare le sue eventuali richieste d’incontro.

11.   Informa la vittima che l’efficacia delle misure cautelari dipende:

-          dal tipo di rapporto esistente tra la vittima stessa ed il suo perpetratore (partner, ex partner, conoscente, collega, amico, estraneo);

-          dalla natura delle condotte intimidatorie e persecutorie;

-          dalla legislazione nazionale vigente.

12.   Assicurati che la vittima non nutra false aspettative in merito alle misure cautelari che non hanno la funzione di arrestare la forte motivazione degli stalker (rischio ulteriore per la vittima). 

13.  Sottolinea alla vittima l’importanza di un tempestivo ed adeguato aiuto e sostegno psicologico da parte di professionisti competenti.

Il fenomeno stalking, in quanto elemento traumatico esterno, invasivo ed insinuante, così come ogni forma di abuso, può avere serie ripercussioni sulle dimensioni strutturali della personalità (sospettosità, apprensione ed irritabilità) e del comportamento (evitamento, ansia, depressione, somatizzazioni).


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Ultimo aggiornamento: 31-05-10